Questa è una riflessione di una nostra studentessa del liceo riguardo al dibattito, sempre attuale, tra cultura umanistica e cultura scientifica.
Quale fra le due è più utile nella vita? Quale ha maggiormente contribuito allo sviluppo dell’uomo?
Il dibattito è aperto a chi voglia parteciparvi !

“SCIS QUAE RECTA SIT LINEA,QUID TIBI PRODEST SI IGNORAS QUID SIT RECTUM?”

uomovitruvianoNato già ai tempi dell’antica Grecia, tra i filosofi considerati gli uomini con “la testa fra le nuvole” e i primi scienziati, per lo più astrologi e matematici, il dibattito tra cultura umanistica e scientifica si è protratto fino ai giorni nostri.

Conoscenza della linea retta in contrapposizione alla rettitudine è il quesito di Seneca; scienza, matematica e ragione in contrasto con filosofia e teologia è la questione dei secoli ‘500 e ‘600; utilità della scienza o importanza della cultura umanistica è l’odierno dibattito .

Entrambe le culture ,umanistica e scientifica,hanno una loro incommensurabile importanza : queste infatti unendosi una con l’altra nella loro completezza formano quella che viene definita cultura , ovvero il bagaglio che ogni uomo, se mai vi sia  la possibilità, è invitato a trasportare in tutta la sua vita. E’ grazie a queste che l’australopiteco è divenuto homo sapiens ed il mondo dall’essere popolato da soli pesci si è trasformato in un ricettacolo di speci.

Radicalmente è possibile affermare che la scienza si occupa della realtà così come essa si presenta, trascurando problematiche etiche e morali ,mentre la cultura umanistica si concentra sull’uomo e sui suoi sentimenti talvolta toccando il surreale ed il fantastico.

Nell’antichità la prima si occupava di spiegare fenomeni naturali, la seconda attraverso la filosofia indagava riguardo all’essenza e all’esistenza dell’uomo ; nel ‘500 la scienza era impegnata nella dimostrazione della rotazione terrestre rovesciando totalmente le conoscenze tradizionali,mentre la seconda divenne rifugio per fuggire da persecuzioni e crisi; nel secolo delle guerre ( 1900) la scienza divenne mezzo di sperimentazione sugli uomini stessi trascurando ogni singolo valore morale, etico e civile, messi invece ben evidenza dalla letteratura, dall’arte e dalla filosofia.

In ogni periodo storico possiamo pertanto osservare come entrambe le culture siano conseguenza, spiegazione o comprensione l’una dell’altra. A tal proposito, per esempio, ciò che Cicerone scrisse nel Somnium Scipionis “noi con il nostro dominio sfioriamo solo un punto di essa”, rimarcando quindi  la piccolezza dell’uomo nei confronti della Terra e dell’universo, si ripercuoterà e verificherà razionalmente con la teoria eliocentrica galileiana, per cui la Terra sarà solo una piccola parte dell’intero cosmo, e l’uomo  un punto ancora più piccolo. Viceversa oggi in conseguenza a scoperte scientifiche eclatanti si dà origine a romanzi, film e opere artistiche.

Tuttavia se la scienza, in continuo sviluppo, aiuta l’uomo a rapportarsi con il mondo e l’universo, la cultura umanistica gli permette di scoprire se stesso e di relazionarsi all’interno di società e comunità attraverso una serie di valori e sentimenti che accomunano gli uomini di tutti i tempi.

Ma solo se sono possedute entrambe si può vivere pienamente così da essere sempre pronti nell’affrontare nuove situazioni ed occasioni: perciò nessun dibattito dilemmatico è giustificato dal momento che dev’essere necessario conoscere sia la linea retta sia la rettitudine.

Elisabetta Vaccarone, 4A