Pochi ingredienti, ma di ottima qualità: una quinta B del liceo Moro di Rivarolo, una collaborazione tra prof. di storia di inglese e di italiano e un libro da tradurre inedito in italia.
Mescolando il tutto a fuoco lento (tempo di cottura di quasi un anno), con l’aggiunta di un pizzico di aiuto del CORSAC di Cuorgnè, due anni fa (A.S. 2014/2015) si è ottenuto un risultato prelibato: la pubblicazione di un libro, “Galisia 1944-2014”, interamente tradotto dai ragazzi.
“Galisia 1944-2014” è la storia di una tragedia; di una fuga disperata dall’Italia occupata dalle truppe tedesche verso la Francia ormai liberata dagli alleati; dell’attraversamento delle Alpi da parte di alcuni partigiani Italiani e di alcuni ex prigionieri di guerra britannici… e della slavina che li travolse.
La vicenda si inserisce nel contesto della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana, la quale va ad intrecciarsi al destino dei prigionieri di guerra (o POW, Prisoners Of War) fuggiti dai campi di internamento.
Approfondendo la ricerca sulla situazione degli ex POW in Italia, la prof. di storia dell ex e dell’attuale quinta B, Claretta Coda, ha conosciuto Katrina Kittel, una storica australiana che si stava interessando proprio alle vicende dei prigionieri di guerra suoi connazionali nella nostra penisola, e le ha chiesto di curare la prefazione di un altro libro, “Australian Partisan”, ancora inedito in Italia.
Gli ingredienti per un nuovo laboratorio storico-linguistico erano già quasi tutti pronti!
Questa volta noi ragazzi della 5^B (A.S. 2016/2017) ci siamo concentrati sulla prefazione, traducendo i contributi provenienti dall’Australia e intervistando Katrina Kittel; abbiamo così approfondito un argomento poco conosciuto come quello dei prigionieri di guerra fuggitivi in Piemonte e il loro impiego nelle risaie, aiutati dalla precisa contestualizzazione storica curata dal direttore dell’Istituto della Resistenza di Varallo (e inserita in appendice).
“Australian Partisan” è proprio la storia di un POW, Ian Sproule, e dell’aiuto che ricevette insieme ad alcuni suoi commilitoni dalla popolazione civile nel vercellese; dell’amore che provò per un’impavida donna antifascista, Elda; ma anche della lotta nelle bande partigiane biellesi e del lutto per la perdita di un amico, Les Parker, in uno scontro a fuoco. È, insomma, “una storia vera d’amore e di guerra”, come recita il sottotitolo del libro.
Storia vera ma non unica: dalla prefazione redatta dalla dottoressa Kittel siamo infatti venuti a sapere di come la vicenda di Ian Sproule sia stata tutt’altro che un caso isolato; molti altri ex POW australiani che tornarono in patria  alla fine della guerra si sono riconosciuti sia nelle sofferenze del soldato semplice Sproule che nella sua gratitudine verso gli italiani che lo aiutarono. Questo libro si configura quindi come un modo per rendere omaggio a tutti quei soccorritori inaspettati, mantenendo vivi i ricordi delle loro gesta coraggiose nei giorni seguenti l’armistizio del ’43.
Cotta e impiattata, l’edizione italiana di “Australian Partisan” (pubblicata dalla Tipografia Baima & Ronnchetti di Castellamonte) verrà servita al Salone Internazionale del Libro di Torino il 19 Maggio con il titolo di “Partigiani Australiani nel Biellese”: a una piccola delegazione di studenti e alle proff. Coda e Coha sarà affidata la presentazione del nostro lavoro… non resta che venire ad assaggiarlo!