Gli studenti e i docenti chiudono gli occhi: ascoltano il rumore delle bombe che cadono. I fischi vengono interrotti da una canzone, “Son morto con altri cento. Son morto ch’ero bambino”: partono le note di Auschwitz di Francesco Guccini. Si tratta di uno dei momenti iniziali del commento con “note a piè di pagina” alla Dichiarazione universale dei diritti umani, un percorso che intervalla la trattazione con le canzoni a tema interpretate dal vivo.

Il progetto è stato curato dal professore Giacomo Maruca e dalla professoressa Deborah Lepera ed è stato proposto alle classi quinte e ad altre classi del nostro istituto (sezione tecnica e scientifica). L’incontro rientra nel programma di Educazione civica predisposto per l’Esame di Stato, che prevede un colloquio orale sui temi di Cittadinanza e Costituzione.

Giacomo Maruca ha illustrato la genesi e la struttura della Dichiarazione universale dei diritti umani, il rapporto con la Costituzione, le violazioni dei diritti con esempi attuali e del passato. Il vicepreside ha fatto anche un excursus sull’abolizione della schiavitù e sul movimento dei diritti civili afroamericani, facendo notare come l’affermazione effettiva di un diritto si realizzi gradualmente in un lasso di tempo molto lungo: ancora molto resta da fare, ma, se non fosse stata proclamata la Dichiarazione, probabilmente il rispetto della dignità dell’uomo sarebbe ancora più deficitario.

L’incontro sui diritti è stato punteggiato dalle canzoni interpretate dal vivo da Deborah Lepera che ha fatto ascoltare Talkin’ bout a revolution di Tracy Chapman, Shortnin’ Bread di J.W. Riley, Blowin’in the wind di Bob Dylan e Joan Baez, Piccola Anima di Ermal Meta, Over the rainbow di Judy Garland. La docente ha commentato e contestualizzato le canzoni collegandole con i punti affrontati.

Dunque, il tema dei diritti umani è stato trattato con un linguaggio vicino ai ragazzi, quello della musica, con l’obiettivo di coinvolgere e suscitare empatia.