A seguito di un audio diffusosi tramite social nel fine settimana si è generata una diffusa apprensione rispetto all’uso di Zoom.

La preoccupazione della maggior parte dei ragazzi è che attraverso l’app di Zoom sia possibile sottrarre le password di altre applicazioni, in particolare Instagram, come denunciato nell’audio. A questo timore rispondiamo dicendo che molti account Instagram sono stati probabilmente violati ma che al momento non ci sono prove che questo dipenda dall’app di Zoom. Molte sospette violazioni sono avvenute prima dell’installazione di Zoom o su dispositivi in cui Zoom non è stato installato.

Si ritiene altresì che non sia compito della scuola rilasciare patenti di affidabilità alle rispettive piattaforme, partendo oltretutto da vocali di imprecisata provenienza. Dire pertanto di abbandonare una piattaforma sulla base di correlazioni non suffragate da prove vorrebbe dire abdicare al ruolo stesso della scuola quale formatrice di cittadini razionali e responsabili; senza contare che, ad oggi, nessuno può garantire che qualsiasi scelta alternativa sia scevra dagli stessi rischi che vengono paventati per Zoom.

Diversi articoli illustrano invece problematiche di Zoom relative alla privacy e alle intrusioni all’interno delle riunioni. Su alcuni di questi questi problemi, che nulla hanno a che fare con la violazione di account Instagram, stiamo lavorando già da diversi giorni, e abbiamo trovato modalità per prevenire o ridurre al minimo il rischio di intrusioni. Nello specifico l’uso della waiting room e della password a protezione della riunione e la procadura di rimozione di eventuali intrusi. Riportiamo nel seguito una raccolta di tali articoli che entrano nel merito della questione, per chi volesse approfondire.

I problemi di tipo legale devono essere gestiti dalle Autorità Competenti e non dai singoli Istituti sulla base di reazioni emotive a notizie virali sui social. Pertanto, finché non perverranno indicazioni Ufficiali in tal senso, ribadiamo la piena legittimità dell’uso di Zoom da parte dei docenti.

Chi studia le reti informatiche sa che spesso l’anello debole nella sicurezza non è una macchina o un’applicazione, ma il fattore umano. Con l’obiettivo di aumentare la nostra competenza di cittadini digitali cercheremo di aiutare le persone ad usare con consapevolezza e responsabilità gli strumenti, anche con opportuni interventi di formazione.

Ciò che la scuola deve fare e sta facendo è offrire un ampio ventaglio di scelte ed il supporto per perseguire strade differenti a coloro i quali, per le proprie scelte di natura didattica, volessero indirizzarsi su soluzioni differenti, ponderando però cambiamenti repentini, consapevoli dell’investimento in tempo ed energia che tali cambiamenti possono comportare per alcuni docenti ed allevi.

 

Sitografia

Problemi documentati:


Non solo privacy, Zoom nella bufera, Elon Musk vieta l’utilizzo ai dipendenti – Il Sole 24 ORE

Vulnerabilità nel client di videoconferenza Zoom consente il furto di credenziali Windows: i dettagli – Cyber Security 360

Zoom fra violazioni di privacy e dati personali e hacker – Corriere.it

Zoom, nuovi guai per la sicurezza: dati “per sbaglio” in Cina. E migliaia di videochat esposte sul web – la Repubblica

Il boom di Zoom e perché è un problema serio – la Repubblica

Zoom: dalla privacy ai troll, tutti i guai dell’app per videochat tra razzismo e pornografia – la Repubblica

Zoom, i problemi di sicurezza della app di videoconferenza riassunti qui – FORBES

Risposta di Zoom:

A Message to Our Users – Zoom Blog

Altri elementi da tenere in considerazione

Bufera su Zoom e Houseparty, ma non c’è niente di vero – Securityinfo.it

Instagram senza tregua, rubati dati di 6 milioni di account – Cybersecurity Italia